/page/2
 Questo mese firmo la cover story di Club Milano con un’intervista a Nicola Guiducci, artista, editore e fondatore del Plastic, il club più all’avanguardia d’Italia. Clicca sulla foto per leggere il testo integrale.

Questo mese firmo la cover story di Club Milano con un’intervista a Nicola Guiducci, artista, editore e fondatore del Plastic, il club più all’avanguardia d’Italia. Clicca sulla foto per leggere il testo integrale.

 Per Grazia ho intervistato Gisella Borioli, pioniera di zona Tortona e AD di Superstudio Group. In coppia con Giulio Cappellini ha presentato la quarta edizione del “Temporary Museum for New Design”. Clicca l’immagine per leggere l’articolo.

Per Grazia ho intervistato Gisella Borioli, pioniera di zona Tortona e AD di Superstudio Group. In coppia con Giulio Cappellini ha presentato la quarta edizione del “Temporary Museum for New Design”. Clicca l’immagine per leggere l’articolo.

 Ventura Lambrate: una preview sul più giovane dei distretti del design attivi durante il “fuorisalone” 2012. Su Grazia.

Ventura Lambrate: una preview sul più giovane dei distretti del design attivi durante il “fuorisalone” 2012. Su Grazia.

 Josh Beech, super modello inglese e volto attuale della maison Moschino, è da tempo impegnato anche in progetti musicali. Dopo le esperienze “heavy punk” (prima con gli Snish e poi con i deliranti Hildamay), nel 2011 ha formato i Josh Beech and The Johns: un trio – ora evolutosi a quartetto – dal carattere decisamente più sobrio e composto. Assieme a John Martinelli (basso), John Turnham (batteria) e Gulli Gunnarsson (tastiere), è attualmente in tour in Europa per promuovere il nuovo singolo “Lights”, disponibile dal 5 marzo su iTunes. In estate verrà pubblicato il loro primo album. Clicca qui per leggere la mia intervista a Josh pubblicata da Grazia.

Photo credits: Joe Hunt

Josh Beech, super modello inglese e volto attuale della maison Moschino, è da tempo impegnato anche in progetti musicali. Dopo le esperienze “heavy punk” (prima con gli Snish e poi con i deliranti Hildamay), nel 2011 ha formato i Josh Beech and The Johns: un trio – ora evolutosi a quartetto – dal carattere decisamente più sobrio e composto. Assieme a John Martinelli (basso), John Turnham (batteria) e Gulli Gunnarsson (tastiere), è attualmente in tour in Europa per promuovere il nuovo singolo “Lights”, disponibile dal 5 marzo su iTunes. In estate verrà pubblicato il loro primo album. Clicca qui per leggere la mia intervista a Josh pubblicata da Grazia.

Photo credits: Joe Hunt

 Sorapol Chawaphatnakul è uno dei più giovani designer “affacciati” sulle rive del Tamigi. Di origini tailandesi, diplomatosi al London Royal College of Art, ha da poco presentato la sua prima collezione haute couture. Il suo sogno? Riportare la moda alla credibiltà artistica degli anni Ottanta. 

La mia intervista con Sorapol è stata pubblicata sul n.39 di >bmm sfogliabile gratuitamente nella sua versione per iPad.

Sorapol Chawaphatnakul è uno dei più giovani designer “affacciati” sulle rive del Tamigi. Di origini tailandesi, diplomatosi al London Royal College of Art, ha da poco presentato la sua prima collezione haute couture. Il suo sogno? Riportare la moda alla credibiltà artistica degli anni Ottanta.

La mia intervista con Sorapol è stata pubblicata sul n.39 di >bmm sfogliabile gratuitamente nella sua versione per iPad.

 Matteo Lucchetti è un giovane curatore under 30, critico e storico dell’arte. Dal 2010 lavora al progetto “Enacting Populism” dove, assieme ad un team di attori del palcoscenico dell’arte, indaga il rapporto che intercorre tra pratiche artistiche e il mediascape populista. In altre parole, attraverso l’arte, illustra il cambiamento drastico che ha subito la politica in epoca post guerra fredda, con l’ingresso prepotente di personalità dell’economia e della finanza, nella sfera pubblica. Il cuore della rassegna prende in esame la situazione dell’Euro-core, dalla caduta del muro di Berlino sino ai giorni nostri, ma non sono assenti osservazioni sulle governance d’oltreoceano, dove le retoriche populiste hanno avuto esiti positivi nella riqualificazione civile. Diversi artisti e “big thinker” internazionali sono stati chiamati a contribuire al dibattito, tra gli altri: il filosofo argentino Ernesto Laclau, l’italiano Danilo Correale e il collettivo olandese Foundland. Enacting Populism ha inaugurato la sua edizione parigina il 17 febbraio, presso la Fondazione Kadist, al n. 33 di rue de Trois Frères. Il progetto, sotto forma di mostra e dibattiti, rimarrà aperto fino al 22 aprile. La mia lunga intervista con Matteo è stata pubblicata sul 4° numero di PIZZA..

Matteo Lucchetti è un giovane curatore under 30, critico e storico dell’arte. Dal 2010 lavora al progetto “Enacting Populism” dove, assieme ad un team di attori del palcoscenico dell’arte, indaga il rapporto che intercorre tra pratiche artistiche e il mediascape populista. In altre parole, attraverso l’arte, illustra il cambiamento drastico che ha subito la politica in epoca post guerra fredda, con l’ingresso prepotente di personalità dell’economia e della finanza, nella sfera pubblica. Il cuore della rassegna prende in esame la situazione dell’Euro-core, dalla caduta del muro di Berlino sino ai giorni nostri, ma non sono assenti osservazioni sulle governance d’oltreoceano, dove le retoriche populiste hanno avuto esiti positivi nella riqualificazione civile. Diversi artisti e “big thinker” internazionali sono stati chiamati a contribuire al dibattito, tra gli altri: il filosofo argentino Ernesto Laclau, l’italiano Danilo Correale e il collettivo olandese Foundland. Enacting Populism ha inaugurato la sua edizione parigina il 17 febbraio, presso la Fondazione Kadist, al n. 33 di rue de Trois Frères. Il progetto, sotto forma di mostra e dibattiti, rimarrà aperto fino al 22 aprile. La mia lunga intervista con Matteo è stata pubblicata sul 4° numero di PIZZA..

 Music editor di i-D, ex “Blitz Kid”, dj e scrittrice, Princess Julia è uno dei personaggi più affascinanti di tutta Londra. Per trent’anni ha attraversato le principali subculture giovanili dando vita - assieme a Boy George, Rusty Egan e Steve Strange (solo per citarne alcuni) - al movimento “New Romantic”. Un ciclone culturale, nato nel pieno dell’edonismo anni Ottanta, che ha influenzato i successivi trent’anni di moda e musica con notevoli ascendenze anche nel contemporaneo.

La mia intervista con Princess Julia è stata pubblicata sul n.38 di >bmm. Clicca sull’immagine per scaricare l’articolo.

Photography & Styling: Danny Baldwin 
Make up: Jennie Cadwallader 
Hair stylist: Rory O’Connell 
Designer: Minky Ha
Special thanks: David Johnson for vintage pictures of the “Blitz Kids”

Music editor di i-D, ex “Blitz Kid”, dj e scrittrice, Princess Julia è uno dei personaggi più affascinanti di tutta Londra. Per trent’anni ha attraversato le principali subculture giovanili dando vita - assieme a Boy George, Rusty Egan e Steve Strange (solo per citarne alcuni) - al movimento “New Romantic”. Un ciclone culturale, nato nel pieno dell’edonismo anni Ottanta, che ha influenzato i successivi trent’anni di moda e musica con notevoli ascendenze anche nel contemporaneo.

La mia intervista con Princess Julia è stata pubblicata sul n.38 di >bmm. Clicca sull’immagine per scaricare l’articolo.

Photography & Styling: Danny Baldwin
Make up: Jennie Cadwallader
Hair stylist: Rory O’Connell
Designer: Minky Ha
Special thanks: David Johnson for vintage pictures of the “Blitz Kids”

 Durante l’ultima edizione del Milano Film Festival ho incontrato Jonathan Demme, regista premio Oscar per  “Il Silenzio degli Innocenti” e “Philadelphia”, ma anche autore di brillanti pellicole indipendenti come “Stop Making Sense” e “Rachel Getting Married”. Durante la kermesse il regista ha presentato “Journeys” l’ultimo documentario della triologia dedicata a Neil Young.

Clicca la foto per leggere l’articolo, pubblicato da Wu magazine.

Durante l’ultima edizione del Milano Film Festival ho incontrato Jonathan Demme, regista premio Oscar per “Il Silenzio degli Innocenti” e “Philadelphia”, ma anche autore di brillanti pellicole indipendenti come “Stop Making Sense” e “Rachel Getting Married”. Durante la kermesse il regista ha presentato “Journeys” l’ultimo documentario della triologia dedicata a Neil Young.

Clicca la foto per leggere l’articolo, pubblicato da Wu magazine.

 Formazione da architetto, carriera da designer. Andrea Incontri è fra gli stilisti emergenti più applauditi dall’industria della moda. Tra i vincitori dell’edizione 2010 di Who is On Next di Pitti Immagine, è apprezzato sia in Italia che all’estero per il forte stilismo e l’iper qualità delle sue borse. Praticità ed emotività. Struttura e sartoria. Caratteristiche che si fondono in capi eleganti e funzionali, alleati della nostra quotidianeità e degni rappresentanti del new made in Italy.

Clicca l’immagine per leggere l’intervista. 

/


Photography: Andrea Artemisio 
Art Direction: ElIsa Cambioli 
Model: Ida Nielsen @ Women Management

Formazione da architetto, carriera da designer. Andrea Incontri è fra gli stilisti emergenti più applauditi dall’industria della moda. Tra i vincitori dell’edizione 2010 di Who is On Next di Pitti Immagine, è apprezzato sia in Italia che all’estero per il forte stilismo e l’iper qualità delle sue borse. Praticità ed emotività. Struttura e sartoria. Caratteristiche che si fondono in capi eleganti e funzionali, alleati della nostra quotidianeità e degni rappresentanti del new made in Italy.

Clicca l’immagine per leggere l’intervista.

/

Photography: Andrea Artemisio

Art Direction: ElIsa Cambioli
Model: Ida Nielsen @ Women Management

Miriam Mosetti e Vivì Ponti sono due giovani creative della nuova generazione, rispettivamente illustratrice e stilista fondatrice del brand Vivetta. Le ho invitate a confrontarsi attraverso un’intervista doppia, pubblicata su ddn FREE.

Miriam ha anche firmato la copertina dell’ultimo numero, interpretando a suo piacere l’ultima collezione A/I di Vivetta.

Clicca di seguito per sfogliare virtualmente l’intervista.

Open publication - Free publishing - More ddn

Miriam Mosetti e Vivì Ponti sono due giovani creative della nuova generazione, rispettivamente illustratrice e stilista fondatrice del brand Vivetta. Le ho invitate a confrontarsi attraverso un’intervista doppia, pubblicata su ddn FREE.

Miriam ha anche firmato la copertina dell’ultimo numero, interpretando a suo piacere l’ultima collezione A/I di Vivetta.

Clicca di seguito per sfogliare virtualmente l’intervista.

Pizza, / *supertasty* Italian magazine / Issue #3 .
Copertina a cura di Nico Vascellari
Clicca qui per leggere le mie interviste a Flavio Lucchini, Marco De Vincenzo, Andrea Incontri.

Pizza, / *supertasty* Italian magazine / Issue #3 .

Copertina a cura di Nico Vascellari

Clicca qui per leggere le mie interviste a Flavio Lucchini, Marco De Vincenzo, Andrea Incontri.

CONVERSAZIONE CON FLAVIO LUCCHINI
>


Flavio Lucchini è un nome leggendario nell’industria del fashion. Per trent’anni ha diretto le più importanti riviste di moda italiane, scrivendo parte della storia del Made in Italy e contribuendo a diffonderne il prestigio nel mondo. Meritevole di aver introdotto l’art direction in campo editoriale, portando i grafici al cospetto dei tipografi, invitando illustratori, fotografi ed artisti nel team redazionale, è stato anche il padrino dei più grandi stilisti nostrani. Gianfranco Ferré, Gianni Versace, Giorgio Armani – solo per citare tre nomi che sono passati in giovine età dal suo ufficio – hanno costellato il suo universo fatto di sfide, sperimentazioni, curiosità e piccole grandi rivoluzioni. La sua visione avanguardista, ispirata dalle riviste d’oltreoceano, dall’eredità grafica del Bauhaus e dal continuo stupore per il nuovo, si è presto fusa con tutti i talenti della filiera, la pop art e le pulsioni rivoluzionarie sessantottine, creando pubblicazioni tuttora considerate benchmark di riferimento per chi è del mestiere. Poi improvvisamente, negli anni Novanta, il “Professore” – così ama chiamarlo il fotografo Oliviero Toscani – lascia le scene. All’apice del successo e della grandezza della moda italiana si ritira – un po’ in stile Andy Warhol – abbandonando il party a sorpresa – un po’ in stile Mina – portando avanti una riservata ricerca in campo artistico e lasciando, dietro di sé, una grossa eredità: quella di un nuovo modo di fare comunicazione.
Pizza è andato a trovarlo nel cuore pulsante di zona Tortona, Milano, all’interno del Superstudio Più, centro espositivo per arte, moda e design che ha fondato lui stesso dieci anni fa e dove oggi ha sede il suo atelier d’artista. Circondati da imponenti sculture in resina e acciaio Cor-ten, ci racconterà la sua avventura nel cambiare l’editoria italiana, la fascinazione per la moda e il ritrovato entusiasmo per l’arte ma non solo; ci ricorderà anche che nella vita, a volte, non basta solo il talento ma ci vuole anche una buona dose di “culo”…



La sua carriera professionale è andata di pari passo con la storia dell’art direction italiana; come è iniziato tutto?


Sono sempre stato attirato dalla grafica, quando ho iniziato a lavorare non era ancora entrata nel campo editoriale, in Italia era un territorio ancora inesplorato. Mentre ultimavo gli studi di architettura, lavoravo come grafico e ho maturato una buona preparazione. E’ stato grazie a questa capacità, unita ad un po’ di “culo”, che ho mosso i primi passi negli anni Sessanta. Incominciai a lavorare per Fantasia, una rivista di cucina edita dalla De Agostini… 

Un po’ di “culo”?

Sì, perchè anche le conoscenze sono state importanti. Nel turbine di quegli anni conobbi due giovani architetti Gae Aulenti e Vittorio Gregotti che mi introdussero al figlio del direttore editoriale del Corriere della Sera che all’epoca era a caccia di nuove idee. “Via Solferino” (sede storica del Corriere, ndr) voleva allargare e svecchiare la casa editrice e per loro, nel 1961, progettai il femminile Amica. Inizialmente ero intenzionato a vendere loro solo il progetto ma l’entusiasmo era tale che mi hanno chiesto di entrare come direttore responsabile ed artistico assieme a Franco Sartori. E’ da lì che ho realmente avuto l’opportunità di lavorare alla progettazione di prodotti editoriali…

Clicca sulla foto per leggere il resto dell’intervista a Flavio Lucchini per Pizza magazine.

CONVERSAZIONE CON FLAVIO LUCCHINI

>

Flavio Lucchini è un nome leggendario nell’industria del fashion. Per trent’anni ha diretto le più importanti riviste di moda italiane, scrivendo parte della storia del Made in Italy e contribuendo a diffonderne il prestigio nel mondo. Meritevole di aver introdotto l’art direction in campo editoriale, portando i grafici al cospetto dei tipografi, invitando illustratori, fotografi ed artisti nel team redazionale, è stato anche il padrino dei più grandi stilisti nostrani. Gianfranco Ferré, Gianni Versace, Giorgio Armani – solo per citare tre nomi che sono passati in giovine età dal suo ufficio – hanno costellato il suo universo fatto di sfide, sperimentazioni, curiosità e piccole grandi rivoluzioni. La sua visione avanguardista, ispirata dalle riviste d’oltreoceano, dall’eredità grafica del Bauhaus e dal continuo stupore per il nuovo, si è presto fusa con tutti i talenti della filiera, la pop art e le pulsioni rivoluzionarie sessantottine, creando pubblicazioni tuttora considerate benchmark di riferimento per chi è del mestiere. Poi improvvisamente, negli anni Novanta, il “Professore” – così ama chiamarlo il fotografo Oliviero Toscani – lascia le scene. All’apice del successo e della grandezza della moda italiana si ritira – un po’ in stile Andy Warhol – abbandonando il party a sorpresa – un po’ in stile Mina – portando avanti una riservata ricerca in campo artistico e lasciando, dietro di sé, una grossa eredità: quella di un nuovo modo di fare comunicazione. Pizza è andato a trovarlo nel cuore pulsante di zona Tortona, Milano, all’interno del Superstudio Più, centro espositivo per arte, moda e design che ha fondato lui stesso dieci anni fa e dove oggi ha sede il suo atelier d’artista. Circondati da imponenti sculture in resina e acciaio Cor-ten, ci racconterà la sua avventura nel cambiare l’editoria italiana, la fascinazione per la moda e il ritrovato entusiasmo per l’arte ma non solo; ci ricorderà anche che nella vita, a volte, non basta solo il talento ma ci vuole anche una buona dose di “culo”…

La sua carriera professionale è andata di pari passo con la storia dell’art direction italiana; come è iniziato tutto?

Sono sempre stato attirato dalla grafica, quando ho iniziato a lavorare non era ancora entrata nel campo editoriale, in Italia era un territorio ancora inesplorato. Mentre ultimavo gli studi di architettura, lavoravo come grafico e ho maturato una buona preparazione. E’ stato grazie a questa capacità, unita ad un po’ di “culo”, che ho mosso i primi passi negli anni Sessanta. Incominciai a lavorare per Fantasia, una rivista di cucina edita dalla De Agostini… 

Un po’ di “culo”?

Sì, perchè anche le conoscenze sono state importanti. Nel turbine di quegli anni conobbi due giovani architetti Gae Aulenti e Vittorio Gregotti che mi introdussero al figlio del direttore editoriale del Corriere della Sera che all’epoca era a caccia di nuove idee. “Via Solferino” (sede storica del Corriere, ndr) voleva allargare e svecchiare la casa editrice e per loro, nel 1961, progettai il femminile Amica. Inizialmente ero intenzionato a vendere loro solo il progetto ma l’entusiasmo era tale che mi hanno chiesto di entrare come direttore responsabile ed artistico assieme a Franco Sartori. E’ da lì che ho realmente avuto l’opportunità di lavorare alla progettazione di prodotti editoriali…

Clicca sulla foto per leggere il resto dell’intervista a Flavio Lucchini per Pizza magazine.

 Questo mese firmo la cover story di Club Milano con un’intervista a Nicola Guiducci, artista, editore e fondatore del Plastic, il club più all’avanguardia d’Italia. Clicca sulla foto per leggere il testo integrale.

Questo mese firmo la cover story di Club Milano con un’intervista a Nicola Guiducci, artista, editore e fondatore del Plastic, il club più all’avanguardia d’Italia. Clicca sulla foto per leggere il testo integrale.

 Per Grazia ho intervistato Gisella Borioli, pioniera di zona Tortona e AD di Superstudio Group. In coppia con Giulio Cappellini ha presentato la quarta edizione del “Temporary Museum for New Design”. Clicca l’immagine per leggere l’articolo.

Per Grazia ho intervistato Gisella Borioli, pioniera di zona Tortona e AD di Superstudio Group. In coppia con Giulio Cappellini ha presentato la quarta edizione del “Temporary Museum for New Design”. Clicca l’immagine per leggere l’articolo.

 Ventura Lambrate: una preview sul più giovane dei distretti del design attivi durante il “fuorisalone” 2012. Su Grazia.

Ventura Lambrate: una preview sul più giovane dei distretti del design attivi durante il “fuorisalone” 2012. Su Grazia.

 Josh Beech, super modello inglese e volto attuale della maison Moschino, è da tempo impegnato anche in progetti musicali. Dopo le esperienze “heavy punk” (prima con gli Snish e poi con i deliranti Hildamay), nel 2011 ha formato i Josh Beech and The Johns: un trio – ora evolutosi a quartetto – dal carattere decisamente più sobrio e composto. Assieme a John Martinelli (basso), John Turnham (batteria) e Gulli Gunnarsson (tastiere), è attualmente in tour in Europa per promuovere il nuovo singolo “Lights”, disponibile dal 5 marzo su iTunes. In estate verrà pubblicato il loro primo album. Clicca qui per leggere la mia intervista a Josh pubblicata da Grazia.

Photo credits: Joe Hunt

Josh Beech, super modello inglese e volto attuale della maison Moschino, è da tempo impegnato anche in progetti musicali. Dopo le esperienze “heavy punk” (prima con gli Snish e poi con i deliranti Hildamay), nel 2011 ha formato i Josh Beech and The Johns: un trio – ora evolutosi a quartetto – dal carattere decisamente più sobrio e composto. Assieme a John Martinelli (basso), John Turnham (batteria) e Gulli Gunnarsson (tastiere), è attualmente in tour in Europa per promuovere il nuovo singolo “Lights”, disponibile dal 5 marzo su iTunes. In estate verrà pubblicato il loro primo album. Clicca qui per leggere la mia intervista a Josh pubblicata da Grazia.

Photo credits: Joe Hunt

 Sorapol Chawaphatnakul è uno dei più giovani designer “affacciati” sulle rive del Tamigi. Di origini tailandesi, diplomatosi al London Royal College of Art, ha da poco presentato la sua prima collezione haute couture. Il suo sogno? Riportare la moda alla credibiltà artistica degli anni Ottanta. 

La mia intervista con Sorapol è stata pubblicata sul n.39 di >bmm sfogliabile gratuitamente nella sua versione per iPad.

Sorapol Chawaphatnakul è uno dei più giovani designer “affacciati” sulle rive del Tamigi. Di origini tailandesi, diplomatosi al London Royal College of Art, ha da poco presentato la sua prima collezione haute couture. Il suo sogno? Riportare la moda alla credibiltà artistica degli anni Ottanta.

La mia intervista con Sorapol è stata pubblicata sul n.39 di >bmm sfogliabile gratuitamente nella sua versione per iPad.

 Matteo Lucchetti è un giovane curatore under 30, critico e storico dell’arte. Dal 2010 lavora al progetto “Enacting Populism” dove, assieme ad un team di attori del palcoscenico dell’arte, indaga il rapporto che intercorre tra pratiche artistiche e il mediascape populista. In altre parole, attraverso l’arte, illustra il cambiamento drastico che ha subito la politica in epoca post guerra fredda, con l’ingresso prepotente di personalità dell’economia e della finanza, nella sfera pubblica. Il cuore della rassegna prende in esame la situazione dell’Euro-core, dalla caduta del muro di Berlino sino ai giorni nostri, ma non sono assenti osservazioni sulle governance d’oltreoceano, dove le retoriche populiste hanno avuto esiti positivi nella riqualificazione civile. Diversi artisti e “big thinker” internazionali sono stati chiamati a contribuire al dibattito, tra gli altri: il filosofo argentino Ernesto Laclau, l’italiano Danilo Correale e il collettivo olandese Foundland. Enacting Populism ha inaugurato la sua edizione parigina il 17 febbraio, presso la Fondazione Kadist, al n. 33 di rue de Trois Frères. Il progetto, sotto forma di mostra e dibattiti, rimarrà aperto fino al 22 aprile. La mia lunga intervista con Matteo è stata pubblicata sul 4° numero di PIZZA..

Matteo Lucchetti è un giovane curatore under 30, critico e storico dell’arte. Dal 2010 lavora al progetto “Enacting Populism” dove, assieme ad un team di attori del palcoscenico dell’arte, indaga il rapporto che intercorre tra pratiche artistiche e il mediascape populista. In altre parole, attraverso l’arte, illustra il cambiamento drastico che ha subito la politica in epoca post guerra fredda, con l’ingresso prepotente di personalità dell’economia e della finanza, nella sfera pubblica. Il cuore della rassegna prende in esame la situazione dell’Euro-core, dalla caduta del muro di Berlino sino ai giorni nostri, ma non sono assenti osservazioni sulle governance d’oltreoceano, dove le retoriche populiste hanno avuto esiti positivi nella riqualificazione civile. Diversi artisti e “big thinker” internazionali sono stati chiamati a contribuire al dibattito, tra gli altri: il filosofo argentino Ernesto Laclau, l’italiano Danilo Correale e il collettivo olandese Foundland. Enacting Populism ha inaugurato la sua edizione parigina il 17 febbraio, presso la Fondazione Kadist, al n. 33 di rue de Trois Frères. Il progetto, sotto forma di mostra e dibattiti, rimarrà aperto fino al 22 aprile. La mia lunga intervista con Matteo è stata pubblicata sul 4° numero di PIZZA..

 Music editor di i-D, ex “Blitz Kid”, dj e scrittrice, Princess Julia è uno dei personaggi più affascinanti di tutta Londra. Per trent’anni ha attraversato le principali subculture giovanili dando vita - assieme a Boy George, Rusty Egan e Steve Strange (solo per citarne alcuni) - al movimento “New Romantic”. Un ciclone culturale, nato nel pieno dell’edonismo anni Ottanta, che ha influenzato i successivi trent’anni di moda e musica con notevoli ascendenze anche nel contemporaneo.

La mia intervista con Princess Julia è stata pubblicata sul n.38 di >bmm. Clicca sull’immagine per scaricare l’articolo.

Photography & Styling: Danny Baldwin 
Make up: Jennie Cadwallader 
Hair stylist: Rory O’Connell 
Designer: Minky Ha
Special thanks: David Johnson for vintage pictures of the “Blitz Kids”

Music editor di i-D, ex “Blitz Kid”, dj e scrittrice, Princess Julia è uno dei personaggi più affascinanti di tutta Londra. Per trent’anni ha attraversato le principali subculture giovanili dando vita - assieme a Boy George, Rusty Egan e Steve Strange (solo per citarne alcuni) - al movimento “New Romantic”. Un ciclone culturale, nato nel pieno dell’edonismo anni Ottanta, che ha influenzato i successivi trent’anni di moda e musica con notevoli ascendenze anche nel contemporaneo.

La mia intervista con Princess Julia è stata pubblicata sul n.38 di >bmm. Clicca sull’immagine per scaricare l’articolo.

Photography & Styling: Danny Baldwin
Make up: Jennie Cadwallader
Hair stylist: Rory O’Connell
Designer: Minky Ha
Special thanks: David Johnson for vintage pictures of the “Blitz Kids”

 Durante l’ultima edizione del Milano Film Festival ho incontrato Jonathan Demme, regista premio Oscar per  “Il Silenzio degli Innocenti” e “Philadelphia”, ma anche autore di brillanti pellicole indipendenti come “Stop Making Sense” e “Rachel Getting Married”. Durante la kermesse il regista ha presentato “Journeys” l’ultimo documentario della triologia dedicata a Neil Young.

Clicca la foto per leggere l’articolo, pubblicato da Wu magazine.

Durante l’ultima edizione del Milano Film Festival ho incontrato Jonathan Demme, regista premio Oscar per “Il Silenzio degli Innocenti” e “Philadelphia”, ma anche autore di brillanti pellicole indipendenti come “Stop Making Sense” e “Rachel Getting Married”. Durante la kermesse il regista ha presentato “Journeys” l’ultimo documentario della triologia dedicata a Neil Young.

Clicca la foto per leggere l’articolo, pubblicato da Wu magazine.

 Formazione da architetto, carriera da designer. Andrea Incontri è fra gli stilisti emergenti più applauditi dall’industria della moda. Tra i vincitori dell’edizione 2010 di Who is On Next di Pitti Immagine, è apprezzato sia in Italia che all’estero per il forte stilismo e l’iper qualità delle sue borse. Praticità ed emotività. Struttura e sartoria. Caratteristiche che si fondono in capi eleganti e funzionali, alleati della nostra quotidianeità e degni rappresentanti del new made in Italy.

Clicca l’immagine per leggere l’intervista. 

/


Photography: Andrea Artemisio 
Art Direction: ElIsa Cambioli 
Model: Ida Nielsen @ Women Management

Formazione da architetto, carriera da designer. Andrea Incontri è fra gli stilisti emergenti più applauditi dall’industria della moda. Tra i vincitori dell’edizione 2010 di Who is On Next di Pitti Immagine, è apprezzato sia in Italia che all’estero per il forte stilismo e l’iper qualità delle sue borse. Praticità ed emotività. Struttura e sartoria. Caratteristiche che si fondono in capi eleganti e funzionali, alleati della nostra quotidianeità e degni rappresentanti del new made in Italy.

Clicca l’immagine per leggere l’intervista.

/

Photography: Andrea Artemisio

Art Direction: ElIsa Cambioli
Model: Ida Nielsen @ Women Management

Miriam Mosetti e Vivì Ponti sono due giovani creative della nuova generazione, rispettivamente illustratrice e stilista fondatrice del brand Vivetta. Le ho invitate a confrontarsi attraverso un’intervista doppia, pubblicata su ddn FREE.

Miriam ha anche firmato la copertina dell’ultimo numero, interpretando a suo piacere l’ultima collezione A/I di Vivetta.

Clicca di seguito per sfogliare virtualmente l’intervista.

Open publication - Free publishing - More ddn

Miriam Mosetti e Vivì Ponti sono due giovani creative della nuova generazione, rispettivamente illustratrice e stilista fondatrice del brand Vivetta. Le ho invitate a confrontarsi attraverso un’intervista doppia, pubblicata su ddn FREE.

Miriam ha anche firmato la copertina dell’ultimo numero, interpretando a suo piacere l’ultima collezione A/I di Vivetta.

Clicca di seguito per sfogliare virtualmente l’intervista.

Pizza, / *supertasty* Italian magazine / Issue #3 .
Copertina a cura di Nico Vascellari
Clicca qui per leggere le mie interviste a Flavio Lucchini, Marco De Vincenzo, Andrea Incontri.

Pizza, / *supertasty* Italian magazine / Issue #3 .

Copertina a cura di Nico Vascellari

Clicca qui per leggere le mie interviste a Flavio Lucchini, Marco De Vincenzo, Andrea Incontri.

CONVERSAZIONE CON FLAVIO LUCCHINI
>


Flavio Lucchini è un nome leggendario nell’industria del fashion. Per trent’anni ha diretto le più importanti riviste di moda italiane, scrivendo parte della storia del Made in Italy e contribuendo a diffonderne il prestigio nel mondo. Meritevole di aver introdotto l’art direction in campo editoriale, portando i grafici al cospetto dei tipografi, invitando illustratori, fotografi ed artisti nel team redazionale, è stato anche il padrino dei più grandi stilisti nostrani. Gianfranco Ferré, Gianni Versace, Giorgio Armani – solo per citare tre nomi che sono passati in giovine età dal suo ufficio – hanno costellato il suo universo fatto di sfide, sperimentazioni, curiosità e piccole grandi rivoluzioni. La sua visione avanguardista, ispirata dalle riviste d’oltreoceano, dall’eredità grafica del Bauhaus e dal continuo stupore per il nuovo, si è presto fusa con tutti i talenti della filiera, la pop art e le pulsioni rivoluzionarie sessantottine, creando pubblicazioni tuttora considerate benchmark di riferimento per chi è del mestiere. Poi improvvisamente, negli anni Novanta, il “Professore” – così ama chiamarlo il fotografo Oliviero Toscani – lascia le scene. All’apice del successo e della grandezza della moda italiana si ritira – un po’ in stile Andy Warhol – abbandonando il party a sorpresa – un po’ in stile Mina – portando avanti una riservata ricerca in campo artistico e lasciando, dietro di sé, una grossa eredità: quella di un nuovo modo di fare comunicazione.
Pizza è andato a trovarlo nel cuore pulsante di zona Tortona, Milano, all’interno del Superstudio Più, centro espositivo per arte, moda e design che ha fondato lui stesso dieci anni fa e dove oggi ha sede il suo atelier d’artista. Circondati da imponenti sculture in resina e acciaio Cor-ten, ci racconterà la sua avventura nel cambiare l’editoria italiana, la fascinazione per la moda e il ritrovato entusiasmo per l’arte ma non solo; ci ricorderà anche che nella vita, a volte, non basta solo il talento ma ci vuole anche una buona dose di “culo”…



La sua carriera professionale è andata di pari passo con la storia dell’art direction italiana; come è iniziato tutto?


Sono sempre stato attirato dalla grafica, quando ho iniziato a lavorare non era ancora entrata nel campo editoriale, in Italia era un territorio ancora inesplorato. Mentre ultimavo gli studi di architettura, lavoravo come grafico e ho maturato una buona preparazione. E’ stato grazie a questa capacità, unita ad un po’ di “culo”, che ho mosso i primi passi negli anni Sessanta. Incominciai a lavorare per Fantasia, una rivista di cucina edita dalla De Agostini… 

Un po’ di “culo”?

Sì, perchè anche le conoscenze sono state importanti. Nel turbine di quegli anni conobbi due giovani architetti Gae Aulenti e Vittorio Gregotti che mi introdussero al figlio del direttore editoriale del Corriere della Sera che all’epoca era a caccia di nuove idee. “Via Solferino” (sede storica del Corriere, ndr) voleva allargare e svecchiare la casa editrice e per loro, nel 1961, progettai il femminile Amica. Inizialmente ero intenzionato a vendere loro solo il progetto ma l’entusiasmo era tale che mi hanno chiesto di entrare come direttore responsabile ed artistico assieme a Franco Sartori. E’ da lì che ho realmente avuto l’opportunità di lavorare alla progettazione di prodotti editoriali…

Clicca sulla foto per leggere il resto dell’intervista a Flavio Lucchini per Pizza magazine.

CONVERSAZIONE CON FLAVIO LUCCHINI

>

Flavio Lucchini è un nome leggendario nell’industria del fashion. Per trent’anni ha diretto le più importanti riviste di moda italiane, scrivendo parte della storia del Made in Italy e contribuendo a diffonderne il prestigio nel mondo. Meritevole di aver introdotto l’art direction in campo editoriale, portando i grafici al cospetto dei tipografi, invitando illustratori, fotografi ed artisti nel team redazionale, è stato anche il padrino dei più grandi stilisti nostrani. Gianfranco Ferré, Gianni Versace, Giorgio Armani – solo per citare tre nomi che sono passati in giovine età dal suo ufficio – hanno costellato il suo universo fatto di sfide, sperimentazioni, curiosità e piccole grandi rivoluzioni. La sua visione avanguardista, ispirata dalle riviste d’oltreoceano, dall’eredità grafica del Bauhaus e dal continuo stupore per il nuovo, si è presto fusa con tutti i talenti della filiera, la pop art e le pulsioni rivoluzionarie sessantottine, creando pubblicazioni tuttora considerate benchmark di riferimento per chi è del mestiere. Poi improvvisamente, negli anni Novanta, il “Professore” – così ama chiamarlo il fotografo Oliviero Toscani – lascia le scene. All’apice del successo e della grandezza della moda italiana si ritira – un po’ in stile Andy Warhol – abbandonando il party a sorpresa – un po’ in stile Mina – portando avanti una riservata ricerca in campo artistico e lasciando, dietro di sé, una grossa eredità: quella di un nuovo modo di fare comunicazione. Pizza è andato a trovarlo nel cuore pulsante di zona Tortona, Milano, all’interno del Superstudio Più, centro espositivo per arte, moda e design che ha fondato lui stesso dieci anni fa e dove oggi ha sede il suo atelier d’artista. Circondati da imponenti sculture in resina e acciaio Cor-ten, ci racconterà la sua avventura nel cambiare l’editoria italiana, la fascinazione per la moda e il ritrovato entusiasmo per l’arte ma non solo; ci ricorderà anche che nella vita, a volte, non basta solo il talento ma ci vuole anche una buona dose di “culo”…

La sua carriera professionale è andata di pari passo con la storia dell’art direction italiana; come è iniziato tutto?

Sono sempre stato attirato dalla grafica, quando ho iniziato a lavorare non era ancora entrata nel campo editoriale, in Italia era un territorio ancora inesplorato. Mentre ultimavo gli studi di architettura, lavoravo come grafico e ho maturato una buona preparazione. E’ stato grazie a questa capacità, unita ad un po’ di “culo”, che ho mosso i primi passi negli anni Sessanta. Incominciai a lavorare per Fantasia, una rivista di cucina edita dalla De Agostini… 

Un po’ di “culo”?

Sì, perchè anche le conoscenze sono state importanti. Nel turbine di quegli anni conobbi due giovani architetti Gae Aulenti e Vittorio Gregotti che mi introdussero al figlio del direttore editoriale del Corriere della Sera che all’epoca era a caccia di nuove idee. “Via Solferino” (sede storica del Corriere, ndr) voleva allargare e svecchiare la casa editrice e per loro, nel 1961, progettai il femminile Amica. Inizialmente ero intenzionato a vendere loro solo il progetto ma l’entusiasmo era tale che mi hanno chiesto di entrare come direttore responsabile ed artistico assieme a Franco Sartori. E’ da lì che ho realmente avuto l’opportunità di lavorare alla progettazione di prodotti editoriali…

Clicca sulla foto per leggere il resto dell’intervista a Flavio Lucchini per Pizza magazine.

Su di me:

Laureato in Scienze Turistiche, Management, Culture e Territorio all’Università IULM di Milano, si specializza in Comunicazione Creativa per i Beni Culturali all’Accademia di Belle Arti di Brera. Nel 2007 è assistente di Gisella Borioli, alla MyOwnGallery del Superstudio Più, dalla quale impara a dialogare con il sistema dell’arte contemporanea e a sviluppare contenuti in campo creativo. Da quattro anni collabora, in veste di redattore freelance, con testate e case editrici indipendenti, realizzando servizi di design, moda e arte.